Con la sua consueta “Piantagione della Recensione” la Filosofa ad Arte Valentina ci regala una “tazzina di poesia” di Natale leggendo il Premio Nobel Wislawa Szymborska.

La prima settimana dell’avvento del Caffè del Viperetta è semplicemente di pura poesia.

Nel calendario le prime caselline hanno iniziato ad aprirsi e abbiamo trovato al loro interno le “sillabe tazzine” della poetessa polacca Wislawa Szymborska (Premio Nobel per la Letteratura nel 1996) recitate con la “Gioia di Vivere” dalla nostra Filosofa ad Arte Valentina nella nuova puntata della “Piantagione della Recensione”.

LA GIOIA DI SCRIVERE -Tutte le poesie 1945-2009- (Gli Adelphi) di Wislawa Szymborska

Un buon libro ti salva da qualsiasi cosa, persino da stesso, dice Daniel Pennac. Questo concetto io lo sperimento quotidianamente.
Con la poesia poi ho scoperto che vale anche per pochi versi, poche parole da far risuonare a voce alta nella stanza. Il poeta premio Nobel per la Letteratura Josif Brodskij affermava di essere “certo, certissimo, che un uomo che legge poesia si fa sconfiggere meno facilmente di uno che non la legge”.
Ho cominciato a leggere poesia per “diletto”, ma soprattutto per conforto, circa dieci anni fa, dopo averla studiata con enorme gioia negli anni del liceo. Ma fino a quel momento la poesia era per me qualcosa di puramente “scolastico”, non riuscivo a classificarla come un buon libro da leggere, non lo so il perché. Forse perché poesia e poeti hanno in sé qualcosa di aulico ed inarrivabile per il comune essere umano. Che madornale errore di valutazione. 
Poi, per fortuna, ho incontrato Michele Mari, Guido Catalano, Edoardo Sanguineti, Antonia Pozzi, Vivian Lamarque, Vladimir Majakosvkij e tantissimi altri. E, sopra tutti, lei, la mia poetessa polacca che col tempo e a ragione è diventata un culto: Wislawa Szymborska.

Lei gioca con le parole, con la profondità degli argomenti che tratta con gentilezza, con cura, con naturalezza. Con apparente semplicità la vita, l’amore, la morte, il tempo che passa, un bicchiere di vino, dei gatti, un sorriso e una sciarpa venuta fuori dall’adolescenza ci parlano di loro e vanno dritti al nostro cuore. E lei, con i suoi versi, ci accarezza, ci conforta, ci culla.
Quando tutto diventa difficile, irrazionale, inspiegabile o ingestibile (e accade spesso, non è vero?) io prendo una poesia della Szymborska e la leggo ad alta voce, scandendo con accurata lentezza le parole, gustandole, concentrandomi sul mio respiro e sul loro significato.
Fatevi perciò un regalo questo Natale. Che sia di chi desiderate, ma che sia poesia! E buone feste a tutti, inviperiti del mio cuore.

UN’ADOLESCENTE

Io – un’adolescente?
Se qui, ora, d’improvviso, mi comparisse davanti,
dovrei forse salutarla come una persona cara,
benché mi sia estranea e lontana?

Versare una lacrimuccia, baciarla sulla fronte
per la sola ragione
che la nostra data di nascita è la stessa?

Siamo così dissimili
che forse solo le ossa sono uguali,
la calotta cranica, le orbite oculari.

Perché già i suoi occhi sembrano un po’ più grandi,
le ciglia più lunghe, la statura più alta
e tutto il corpo è fasciato
da una pelle liscia, senza un’imperfezione.

In verità ci legano parenti e conoscenti,
ma nel suo mondo, di questa cerchia,
vivi lo sono quasi tutti,
mentre nel mio quasi nessuno.

Siamo così diverse,
così diversi i nostri pensieri e le parole.
Lei sa poco –
ma con caparbietà degna di miglior causa.
Io so molto di più –
ma non in modo certo.

Mi mostra qualche poesia,
scritta con una grafia nitida, accurata,
come ormai non scrivo più da anni.

Leggo quelle poesie, le leggo.
Be’, forse quest’unica,
se solo si accorciasse
e correggesse qua e là.
Il resto non promette nulla di buono.

La conversazione langue.


Sul suo modesto orologio
il tempo è ancora instabile e costa poco.
Sul mio è molto più caro ed esatto.

Per commiato nulla, un sorriso abbozzato
e nessuna commozione.

Solo quando sparisce
e nella fretta dimentica la sciarpa.

Una sciarpa di pura lana,
a righe colorate,
che nostra madre
ha fatto per lei all’uncinetto.

La conservo ancora.

Wislawa Szymborska