Le feste di fine anno sono cariche di tradizioni secolari, ma c’è anche ampio spazio per l’innovazione e l’accoglienza di usanze diverse.

Gli Host Ambassador hanno deciso di accompagnarci in viaggio tra le loro tavole imbandite in giro per il mondo anche per capire con quale dolce abbinare il nostro caffè di Natale.

Si avvicinano le feste di fine anno: un gran buffet dolce ricco dei profumi carichi di tradizione che si rifanno alle usanze di quella particolare area del mondo. Dolci tradizionali cui si contrappongo spesso però – per volontà gourmet o voglia di sperimentare nuove tendenze – twist innovativi (basti pesare alle infinite declinazioni dell’italico panettone) o proposte del tutto nuove.

Partiamo dall’Italia dove Laura La Monaca non ha dubbi circa il dolce del Natale 2020: la cassata siciliana! Aline Borghese invece per la tradizione rimanda ai classici panettone o pandoro “che non possono mancare in nessuna tavola italiana durante le festività” mentre tra le innovazioni segnala “torte gluten free, sugar o flour free”.

Nancy & Namrata segnalano come negli Emirati Arabi Uniti ci sono molte nazionalità che celebrano il Natale, e “insieme alle diverse fedi religiose arrivano tanti cibi eclettici: mince pie, torta al rum e tronchetti di Natale, biscotti di pan di zenzero e zuppa inglese, stollen tedesco, l’indiano Goan Kalkals, i Kuswar della comunità mangaloreana del Karnataka, in India, la Bibingka filippina e altro ancora”. Anche la popolazione araba ha i propri dolci tradizionali che sono mangiati durante le vacanze. “I più popolari sono i kunafa fatti con pasta fillo grattugiata e formaggio, la basbousa, una torta di semolino condita con sciroppo di zucchero, il maamoul, un biscotto di semolino ripieno di datteri e i ghraybeh, biscotti al burro mediorientali”.

In India, come ci racconta Vernika Awal, “i dolci più diffusi a Natale sono il plumcake e le torte da tè, prodotti nella maggior parte delle regioni e nelle città metropolitane dell’India. Esistono anche piatti regionali tipici delle diverse comunità indiane. Ad esempio Goa e Kerala hanno un’enorme popolazione cristiana e i loro piatti usano il cocco, dato che sorgono lungo le coste. Piatti come il balchao di gamberi e il Cafreal di pollo sono comuni a Goa, mentre in Kerala sono diffusi gli Achappam, biscotti a forma di rosetta”.

Come dessert i gusti preferiti in Argentina restano dulce de leche e cioccolato come ci spiega Sabrina Cuculiansky. “Dato che in Argentina è estate, oltre al tipico pane dolce, panettone, torrone, arachidi al cioccolato, mandorle bagnate, alfajores, mantecol (pasta di arachidi e sciroppo), si mangia tanto gelato e frutta fresca, mentre durante le feste di fine anno gli chef propongono dolci più freschi, a base di formaggi, frutta e frutta secca”.

Il Natale del Regno Unito è all’insegna della tradizione come ci spiega Sally Prosser: “Inizio a mettere in ammollo la frutta per la Christmas cake all’inizio dell’autunno per cuocerlo settimane prima del 25 e impregnarlo con più alcol. La Stir Up Sunday, l’ultima domenica prima dell’Avvento, si preparano i dolci natalizi, si aggiungono i portafortuna e tutti a turno mescolano la miscela ed esprimono un desiderio. Popolari per la tavola di Natale sono i tronchetti Yule e altri dolci tradizionali come la zuppa inglese”.

Torte, mince pies e pudding sono oggi modernizzati. “I tradizionali rum o whisky possono essere sostituiti con Cointreau o liquori alla crema o addirittura omessi, per favorire i clienti che evitano l’alcol per motivi di salute o religiosi. I supermercati collaborano con chef famosi e Waitrose produce una linea natalizia con Heston Blumenthal. Le sue mince pies quest’anno sono radicalmente diverse dalle tradizionali, con pasta frolla al cumino e carota (a forma di quadrante di orologio) cosparsa di zucchero affumicato, mentre l’impasto dolce è realizzato con uva, carote e sherry”.

Se il Natale sull’altra sponda dell’Oceano è assai simile con cookie, torte e pie della tradizione a stelle e strisce, Aaron Arizpe ci racconta come, gradualmente, il panettone stia diventando di moda anche tra chi non ha origini italiane. Un esempio? Il “From Roy” di chef Roy Shvartzapel, che ha studiato l’Everest dei lievitati dal maestro Iginio Massari.

Una tradizione ben più recente è infine quella giapponese come ci spiega Marc Matsumoto: “Il Natale è più un’occasione per uscire e incontrarsi con gli amici che per trascorrere del tempo con la famiglia. Il dolce natalizio tradizionale è il Christmas Cake, un pan di Spagna con panna montata e fragole. La festa tradizionale in cui le famiglie si riuniscono è il Capodanno. I cibi tradizionali per questa occasione sono detti Osechi Ryouri e ognuno è un augurio per il nuovo anno. Ad esempio, Datémaki è una dolce frittata arrotolata a base di uova, zucchero e pesce, e poiché la sezione trasversale arrotolata sembra una pergamena, si ritiene che assicuri un anno di apprendimento e saggezza”.