Il mondo della ristorazione sta pensando sempre di più a una svolta “green”. Lo stesso potrà essere fatto dalle caffetterie?

Ai tempi del Coronavirus la ristorazione vive un momento difficile a causa della chiusura forzata che, partita dalla Cina, ha poi coinvolto tutto il mondo, a partire proprio dall’Italia. Questo stop è arrivato con modalità e per motivi del tutto inaspettati: la strada dell’innovazione era già segnata da alcuni anni e le aziende più accorte l’avevano imboccata, come si è visto all’ultima edizione di HostMilano dello scorso ottobre, facendo leva sulla sostenibilità. Le imprese e i ristoranti devono investire in maniere efficiente su risorse, economia circolare, tutela della biodiversità, riduzione dell’inquinamento.


Shanna Munro
, presidente e Chief Executive Officer di Restaurants Canada, ha spiegato: “La ristorazione sta cambiando velocemente perché velocemente cambia il cliente. Stiamo costruendo aziende in grado di sostenere gli alti e bassi di un’industria guidata dai consumatori, dove le problematiche ambientali sono elementi chiave nelle decisioni aziendali e nell’attrarre i dipendenti. Ad esempio, stiamo assistendo a una maggiore consapevolezza delle imprese nel ridurre gli articoli usa e getta e gli sprechi alimentari“.
Da considerare anche il ruolo sempre più determinate della tecnologia.

Questa trasformazione “green” e sostenibile in atto nel settore food sarà raccolta, compresa e sviluppata anche dai bar e caffetterie del nostro Paese? Non dimentichiamoci che il caffè è capace di accompagnare ogni nostro gesto quotidiano, sia esso tecnologico, sociale e lavorativo…quindi noi speriamo proprio di sì!