L’allenatore del Genoa Davide Nicola in una lettera pubblicata ieri sul quotidiano il XIX Secolo descrive il suo “tempo” durante la sindrome da Coronavirus: che attanaglia la società.

Sono giorni anomali per l’Italia, il calcio, il lavoro e le attività commerciali comprese le caffetterie, luoghi di ritrovo per uomini, donne, lavoratori e tifosi, dove si è abituati a trascorrere il proprio tempo, facendo trascorrere il tempo delle tazzine tra le nostre dita e la bocca per assaporare, degustare e bere il caffè, mentre i sorrisi e le chiacchierate riempiono lo spazio circostante. Nell’ultimo periodo, invece, il nostro tempo si è accomodato in panchina per far spazio davanti al bancone alla fobia, al timore e all’insicurezza di una mascherina che ci protegge dal Coronavirus, ma che ci allontana irrimediabilmente dalla pausa espressa del suono familiare della tazzina sul piattino. Forse ha preso spunto anche da questo l’allenatore del Genoa Davide Nicola per scrivere la lettera dedicata al “Tempo dei nostri tempi” pubblicata ieri sul giornale cittadino il XIX Secolo. In questa sincera e toccante missiva, il tecnico rossoblu ha parlato così: “Per adattarsi serve tempo, e di ciò non se può fare una colpa a nessuno. Perchè il tempo è ciò che scandisce la nostra vita e ciascuna viaggia ad un suo proprio ritmo”. Parole che ci hanno fatto riflettere sinceramente e da cui a nostra volta ci ispiriamo per augurare che il viaggio del contagio della paura che abbiamo da poco intrapreso finisca al più presto con un fragoroso e rimbombante rintocco di sveglia, testimone di un nostro tempo che ci sembra quasi passato, ma a ricordarlo bene non è affatto superato. Stiamo parlando del “Tempo del Caffè, Tempio del Calcio e della Cultura”.