In Piazza Carlo Alberto a Torino all’ ingresso della Biblioteca Nazionale una ragazza con libro e moka ha dato il benvenuto ai lettori per tutta l’estate.

L’arte ha sempre accompagnato la lettura, e quest’ultima nel corso dei secoli è stata rappresentata come una leggiadra e rigenerante forma artistica.

Questa considerazione mi è balenata alla mente pochi giorni fa quando passeggiando in Piazza Carlo Alberto a Torino con ammirazione e curiosità mi sono fatto offrire un caffè da una leggera e attenta lettrice che della Biblioteca Nazionale è sicuramente la musa-custode di quest’estate ricca di appunti comportamentali e sentimentali sul genere umano.

La ragazza artisticamente e saldamente annodata nella pacata intimità della sua lettura, sembra che dia il benvenuto nella bellissima e imponente biblioteca torinese, attraverso una ferrea postura che lascia intuire anche una matematica pragmaticità nello sfogliare il libro quasi a voler mettere in relazione il numero di pagine sfogliate con gli ingressi nel portone principale dello storico palazzo.

Durante la sua lettura, appunto, la musa custode ha l’impegnativo e contabile compito di seguire la trama del romanzo e al contempo non perdere il conto delle persone che entrano in biblioteca.

Come far conciliare, quindi, le due mansioni per le quali è stata “chiamata e installata” davanti alla biblioteca? La risposta a questa domanda non è poi così difficile in una visione d’insieme dell’opera d’arte: infatti al fianco della ragazza si trova una pila di libri (già vissuti o ancora da vivere), e sopra di essa è adagiata una garbata “farfalla con moka” che “verseggia” il caffè nella sottostante tazzina.

È proprio il caffè a donare pace (per leggere) e concentrazione (per segnare il numero di visitatori), legandole l’una con l’altra allo scopo di unire significato e vitalità alla generosa presenza della lettrice o semplicemente a darle la possibilità di offrire un caffè a un “avventore librante” che passeggia in piazza, come è accaduto al sottoscritto.

E l’appendiabiti al centro dell’installazione con appeso solo il suo “cappotto d’ali di farfalla”, ci potrebbe far pensare che per tutta l’estate in biblioteca non sia entrato nessuno?