Ieri venerdì primo maggio il lungo viaggio del caffè ha bissato il successo del primo appuntamento. Tra i sondaggi proposti l’indicazione è chiara: si vince solo con la qualità.

È bastata solo una settimana a convincere gli organizzatori a riproporre il webinar sulla filiera del caffè di qualità, dalla pianta a alla tazzina: tante le richieste di chi non aveva potuto partecipare all prima “messa in onda”, lo scorso 24 aprile, che si sono concretizzate ancora una volta in un buon numero di partecipanti – una cinquantina ieri venerdì 1° maggio – che con la loro iscrizione stavolta hanno contribuito alla realizzazione di un documentario sulla filiera del caffè sostenibile in collaborazione con Umami Area Honduras

Replicato il programma della prima edizione con protagonista la formazione dei sette coffee expert, che ha presentato in sette interventi tutte le tappe della filiera del caffè, stavolta inframezzato anche da quattro sondaggi.

I sette coffee expert sono: Michela Accerenzi, Massimo Barnabà, Sandro Bonacchi, Andrea Cremone, Andrej Godina, Massimiliano Marchesi, Alberto Polojac.

Gli argomenti dei sondaggi:

  • Quale sarà il futuro del bar dopo questo periodo di chiusura forzata?
  • Cosa faresti col prezzo del caffè se avessi un bar?
  • Cosa potrebbe istituire il tradizionale metodo moka?
  • Come definiresti un caffè specialty?

Particolarmente interessanti i risultati alle prime due domande, che offrono spunti di riflessione anche ai molti protagonisti del settore (in ascolto o che ci leggono) che certamente soffrono da questa mancata ripartenza a causa dell’epidemia da Coronavirus. Le cose ovviamente non saranno più le stesse, e allora come orientarsi? Gli intervistati sembrano non avere dubbi al riguardo: sopravviveranno i bar che offrono qualità o che cambieranno alcuni servizi, integrando nella vecchia offerta anche take-away e consegne a domicilio. Prevedendo comunque un duro colpo al settore. Sul prezzo il ragionamento si equivale: disponibili a pagare di più purché ci siano qualità e servizio migliorati. Sulla moka sembra vincere la macchina automatica, ma forse più per sperimentare un nuovo metodo che per superare quest’altro così “familiare”. Infine lo specialty, sul quale sembra che ci sia ancora molta confusione in materia.
Vi è sicuramente molto interesse e attenzione su questi argomenti, e certo non mancheranno nuove occasioni di approfondimento.