Si sta avvicinando la Pasqua. Continuiamo a rimanere in casa a causa del Coronavirus e quindi si ha più tempo di bere, di assaporare e di degustare il caffè per conoscerlo di più.

Cos’è il caffè? È il buongiorno, è una pausa, un intervallo, una merenda, una chiacchierata, ma può essere anche una felice e liberatoria degustazione. I

Il colorato arcobaleno di aromi che dipingerà la nostra volontà di comprendere maggiormante cosa si trova nella nostra tazzina.

Il caffè, quindi, si può assaporare, apprezzandone le sue peculiarità legate al gusto e all’aroma. Per fare ciò vi è la necessità di seguire i nostri sensi, che armonizzano al meglio la nostra degustazione, a eccezione dell’udito.

Degustare il caffè, significa, attivare fin dall’inizio la vista: bisogna, infatti, cercare di vedere ciò che si berrà di lì a poco, cogliendo il colore e la consistenza della crema (che varia a seconda della miscela usata, robusta più scura, mentre l’arabica si avvicina alla nocciola), la quale deve essere di “spessore, morbida e persistente”.

Dopodichè si mescola il caffè, sprigionando così i vari aromi e lasciando lo spazio e il tempo all’olfatto: si avicinerà il naso alla tazzina, ispirandone attentamente le note profumate, dal tostato al caramello, fino al tabacco, al cioccolato e agli agrumi.

Per farsi aiutare dal tatto in fase di degustazione si deve, invece, essere particolarmente allenati, in maniera tale da percepire la giusta temperatura che si aggira intorno agli 80 gradi, e la corposità, ovvero il delicato equilibrio tra oli e zuccheri, capace di incidere favorevolmente sulla rotondità del caffè. Inoltre, una volta deglutito il liquido in tazzina si può percepire la sua astringenza, vale a dire quel passaggio tra lingua e palato, che non deve essere mai eccessivo.

Il caffè deve essere poi distribuito in bocca in modo omogeneo per far sì che la lingua percepisca tutte le “sensazioni gustative”: dolce sulla punta, acido sui lati, salato verso il centro (quasi mai presente) e amaro nella parte finale ( si palesa sempre, è il “prezzemolo della nostra tazzina”). Infine, dopo aver bevuto il caffè, aspirando l’aria in bocca si può facilmente percepire il retrogusto e sentire nuovi aromi, come ad esempio il caramello, la vaniglia e il cioccolato.

L’emergenza da Coronavirus ci sta regalando un po’ di tempo in più: alleniamo i nostri sensi iscrivendoli alla palestra di degustazione del caffè.