Dopo quasi due mesi di quarantena i baristi d’Italia si preparano alla riapertura dei loro bar e locali con creatività e originalità, puntando comunque sempre sulla professionalità e conoscenza del caffè.

La caffetteria è da sempre simbolo del nostro Paese e come tale deve essere un punto di riferimento per una ripartenza in nome dell’entusiasmo e dell’ottimismo. Non bisogna dimenticare che il caffè rappresenta il nostro buongiorno, il relax di una pausa meditativa, la carica di un appuntamento inaspettato che ti svolta la giornata. Sappiamo bene che ripartire non sarà semplice, ci sono troppi enigmi ancora in essere, tra i quali problemi economici e tempistiche imprenditoriali da rispettare e da onorare.

Durante questa emergenza da Coronavirus alcuni baristi italiani si sono impegnati a promuovere il caffè di qualità con specifici tutor e divertenti dimostrazioni con l’obiettivo di rimarcare l’importanza di conoscere in maniera approfondita il prodotto.

Con la riapertura dei bar, invece, si dovrà affrontare la questione legata alla clientela, considerata a tutti gli effetti l’autentica “platea” del caffè.

Sono già in fase di sperimentazione vari strumenti “obbligati” e originali, come il take away, l’ape del caffè o la consegna a domicilio, utili a tenere vivo il desiderio e il bisogno di un espresso, di un cappuccino oppure di un bel specialty filtrato.

Il settore del caffè traina storicamente la nostra economia, con quasi 150 mila bar sparsi in tutto il territorio, pronti a servire ogni giorno 175 caffè, vale a dire il 32,5% di fatturato del locale.

Dopo una quarantena fatta da colazioni casalinghe e dalla moka “on fire” è giusto pensare che dal 4 maggio ci si possa alzare dal letto e ritornare a bere il caffè nell’amata caffetteria anche se momentaneamente a distanza dal bancone…perchè sappiamo tutti che la vera sveglia del mattino è il sorriso del nostro barista.