Grande successo per il webinar di ieri giovedì 23 aprile “Il lungo viaggio del caffè dalla pianta alla tazzina”, ideato dal barista e coffee expert genevose Andrea Cremone.

“Bere caffè è un atto agricolo”. È forse questa la sintesi del lungo e interessante webinar di approfondimento “Il lungo viaggio del caffè dalla pianta alla tazzina” svoltosi ieri con un panel di sette coffee expert e ben settanta partecipanti. Una frase semplice ma che riconnette con l’essenza del caffè, troppo spesso dimenticata: una pianta prima di tutto, anzi a ben guardare il suo seme; il faticoso frutto della terra coltivato da uomini e donne spesso in precarie condizioni lavorative e sociali. Materia prima esportata ancora quasi esclusivamente secondo le logiche di mercato stabilite nelle “borse merci”, merce trasformata nei Paesi di consumo prima con la tostatura e poi con l’estrazione, al bar, al ristorante, a casa, con vari metodi, alcuni famosissimi (espresso e moka), altri (il caffè filtro) che varrebbe la pena di sperimentare; bevanda preziosa, dall’eccezionale “flavore”, troppo spesso assunta distrattamente per le sue proprietà energizzanti, prendendo “per buono” ciò che non lo è. Insomma, il vero prodotto – forse davvero troppo sottovalutato – di una lunga filiera agricola, tanto famoso quanto poco conosciuto.

Un viaggio virtuale (davvero un bel modo di sfruttare la permanenza forzata di questi giorni per diffondere cultura sul caffè di qualità) che ha convinto e appassionato la numerosa platea virtuale, attentissima e interattiva fin da subito (si potevano sottoporre i propri quesiti man mano che i caffesperti parlavano), decine le domande raccolte, tanto che non c’è stato il tempo di rispondere a tutte e poter interagire con tutti gli intervenuti. Grande soddisfazione dei partecipanti e degli organizzatori, che stanno già pensando a organizzare la seconda puntata. Tutto è nato da un’idea di Andrea Cremone, barista e titolare di Tazze Pazze a Genova, e trainer autorizzato SCA, che ha concepito il formato del webinar e pensato di devolvere il ricavato in beneficienza (ben 1.500 euro), in questo caso alla Fondazione Etea che in Honduras si occupa di progetti a sostegno di donne vittime di violenze di genere. Immediata la risposta dei sei colleghi, diversi per formazione ma uniti dalla stessa passione per la divulgazione sul caffè di qualità che hanno organizzato un avvicinamento alla materia davvero esaustivo e coinvolgente. Fondamentale anche l’apporto organizzativo di bfarm, neonata start up che si occupa di progetti innovativi nel mondo del caffè. La risposta del pubblico non si è fatta attendere quindi non resta che dare appuntamento alla prossima puntata!

Di seguito alcune dichiarazioni dei sette coffee expert:

 Le dichiarazioni degli organizzatori.

Michela Accerenzi: è stato molto bello per me poter condividere la mia passione per il caffè e la giustizia sociale con oltre settanta persone. Sono convinta che sia fondamentale capire e superare le discriminazioni di genere se vogliamo creare una società più giusta. Ringrazio, a nome di Fundación ETEA, chi ha partecipato per il contributo dato in favore di donne vittime di violenze di genere.

Massimo Barnabà: è stato un momento di contaminazione, perché di queste contaminazioni abbiamo un gran bisogno. Professionisti diversi, che ogni giorno parlano linguaggi diversi con persone diverse: siamo stati tutti uniti nel parlare del nostro amore per il caffè e per quello che è la sua filiera, dalla pianta alla tazzina e al locale dove la si consuma.

Sandro Bonacchi: nell’ambito del mio intervento è stato “l’atto agricolo della consumazione del caffè” a fare da filo conduttore parlando dell’assaggio del caffè dal punto di vista del professionista, con un particolare accento sui nostri sensi e il dovere che abbiamo di ritornare a un uso consapevole degli stessi.

Andrea Cremone: la prima esperienza di webinar sulla filiera del caffè è stata molto positiva e stimolante per il partecipante. Contentissimo di aver aiutato la Fondazione ETEA grazie a un buonissimo numero di partecipazioni. 

Andrej Godina: in questo periodo di grande difficoltà, sia per i Paesi produttori di caffè che per quelli consumatori, credo sia stato importante offrire a un pubblico eterogeneo fatto di appassionati, baristi e torrefattori un corso di formazione gestito a più mani, da sette caffesperti, con i quali abbiamo ripercorso tutte le tappe più importanti della filiera di produzione.

Massimiliano Marchesi: questo webinar è stata l’occasione per sfruttare la permanenza in casa forzata di molti italiani e diffondere cultura sul caffè di qualità. Il caffè è una bevanda estremamente diffusa in Italia, ma paradossalmente i consumatori non ne conoscono le origini, le caratteristiche di qualità, i passi della filiera con cui si produce e non sono abituati a fare richieste quando lo ordinano. 

Alberto Polojac: è stato un momento di condivisione importante insieme a un gruppo di esperti che rivestono in maniera diversa un ruolo fondamentale all’interno della filiera: in particolare il suo anello più debole ovvero quello della produzione della materia prima.